L'art. 4 obbliga a formare chi usa ChatGPT, Copilot o chatbot. Dal 2 agosto 2026 partono i controlli: mettiti in regola con una formazione documentata.
Ti restano ancora – per metterti in regola.
Adeguarsi ora costa meno che correggere dopo un controllo.
Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) — articoli 4 e 50
Tradotto: se il tuo team usa ChatGPT, Copilot o Gemini, l'obbligo ti riguarda già.
Approfondisci nella nostra guida all'AI Act →Come il GDPR per i dati, l'AI Act chiede di governare l'uso dell'AI. Non è una tantum: è un processo da aggiornare nel tempo.
L'AI è spesso in più reparti di quanto pensi: è la shadow AI.
Automazioni, analisi dati, copiloti.
Email, sintesi e ricerche con l'AI.
Testi, immagini e video AI pubblicati.
Chatbot AI per clienti e utenti.
Screening CV e valutazione candidati.
Stipendi, promozioni, organico e turni.
La formazione mancante è un'aggravante in caso di altre violazioni.
La formazione documentata è la prima cosa che un'autorità o un giudice chiederà.
Da oltre 15 anni nel digitale, usiamo l'AI ogni giorno per aziende vere. Ne conosciamo limiti e rischi.
Partiamo dagli usi reali della tua azienda e chiudiamo con un fascicolo che dimostra l'adempimento dell'art. 4.
L'art. 4 chiede una formazione proporzionata a come usi davvero l'AI.
Non per settore ma per profilo di rischio: è la proporzionalità dell'art. 4.
Per l'AI usata internamente: email, testi, sintesi.
Per l'AI rivolta al pubblico: chatbot e contenuti pubblicati.
Per l'AI che incide sulle persone: HR, selezione, valutazioni.
Si aggiunge una quota per ogni persona da formare.
Formazione in sede inclusa solo nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lecco e Como.
L'art. 4 si dimostra con i documenti. Alla fine hai tutto ciò che un'autorità chiederebbe.
Questionario sugli usi reali e report dei gap (art. 4 e 50).
Sessioni per ruolo con casi reali della tua azienda.
Quiz finale e attestati nominativi art. 4.
Fascicolo completo e aggiornamento annuale per restare in regola.
Entro 48 ore ti diciamo se l'obbligo ti riguarda e come metterti in regola. Senza impegno.
Sì. L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) è applicabile dal 2 febbraio 2025 e impone alle aziende di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione AI al personale che usa sistemi di intelligenza artificiale, inclusi strumenti quotidiani come ChatGPT, Copilot o Gemini. Dal 2 agosto 2026 le autorità nazionali di vigilanza iniziano i controlli.
Solo in parte. Il Digital Omnibus ha rinviato al 2027-2028 gli obblighi sui sistemi ad alto rischio, come lo screening dei CV. L'obbligo di formazione (art. 4) e quello di trasparenza su chatbot e contenuti generati (art. 50) non sono stati rinviati: se il tuo team usa ChatGPT, Copilot o Gemini, ti riguardano già oggi.
Te lo diciamo onestamente: l'art. 4 non prevede una multa diretta. Ma la mancata alfabetizzazione è un'aggravante in caso di altre violazioni dell'AI Act, con sanzioni che arrivano fino al 7% del fatturato o 35 milioni di euro. La vigilanza è attiva dal 2 agosto 2026 e, il rischio più concreto per una PMI, se un dipendente non formato causa un danno usando l'AI (dati di clienti in un prompt, contenuto errato pubblicato), la mancata formazione diventa colpa organizzativa dell'azienda. La formazione documentata è la prima cosa che un'autorità o un giudice chiederà di vedere.
È l'AI usata in azienda senza che la direzione lo sappia: un collaboratore che riassume documenti con ChatGPT, il marketing che genera immagini, un reparto che prova un chatbot. Succede in quasi tutte le aziende, e l'obbligo dell'art. 4 vale anche per questi usi. Per questo il nostro percorso parte da un assessment che mappa strumenti e reparti, prima di formare chiunque.
Difficilmente. L'obbligo è di proporzionalità: la Commissione Europea indica che le azioni di alfabetizzazione vanno costruite sugli strumenti AI realmente in uso e differenziate in base a conoscenze, esperienza e ruolo del personale. Un corso standard uguale per tutti, senza mappatura degli usi e senza documentazione, non dimostra l'adeguatezza richiesta dall'art. 4, e un semplice disclaimer interno non basta.
Per un profilo base bastano 2-3 ore ben costruite, in sede o da remoto. Per aziende con usi più articolati (contenuti verso il pubblico, AI in processi HR) si aggiungono moduli specifici per ruolo. Non servono ore infinite: la differenza la fa l'aderenza agli usi reali emersi dall'assessment, non la durata.
Dipende dal profilo di rischio d'uso. Il pacchetto Base parte da 1.500 €, l'Intermedio da 2.800 €, l'Avanzato con partner legale da 6.500 €. Al prezzo del pacchetto si aggiunge una quota per ogni persona da formare. La formazione in sede è inclusa nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lecco e Como. Se sei già cliente BigFive, l'assessment è gratuito: 280 € in meno sul listino.
Sì. L'obbligo si applica a qualsiasi azienda il cui personale usa sistemi AI per lavoro, indipendentemente dalla dimensione. Anche una micro impresa dove tre persone usano ChatGPT per scrivere email rientra nell'art. 4, con una formazione proporzionata e più leggera di quella richiesta a una grande azienda. È il motivo per cui il nostro pacchetto Base prevede una sessione di 2-3 ore.
Rilasciamo attestati nominativi di formazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento UE 2024/1689, insieme al fascicolo completo (programma, registro presenze, esiti dei test). La norma non prevede enti accreditati né certificazioni obbligatorie: ciò che conta è documentare misure serie e proporzionate. Attenzione però: nessun attestato, nostro o di altri, può "certificare la conformità" all'AI Act. Chi te lo promette sta vendendo una garanzia che la norma non consente.
Un fascicolo di compliance completo: report di mappatura degli strumenti AI con gap analysis, programma formativo con riferimento all'art. 4, materiali del corso, registro presenze firmato, test di apprendimento con esiti e attestati nominativi. Nei pacchetti Intermedio e Avanzato è incluso anche un documento di policy AI aziendale, con regole su strumenti approvati, dati nei prompt e verifica degli output.
Per la vendita diretta non ci sono vincoli. Se vuoi finanziare la formazione tramite fondi interprofessionali (Fondimpresa, FonARCom ecc.) servono enti accreditati: in quel caso valutiamo insieme una soluzione in partnership. Parlane con noi in fase di assessment.
La nostra sede è a Monza, a due passi da Milano. La formazione si svolge in azienda, da remoto o in formula mista: lavoriamo con aziende di tutta Italia. Assessment e fascicolo sono gestiti interamente in digitale. E se sei in zona, un caffè in agenzia è sempre benvenuto.